Cronologia 1938 - 1945

1944

8-10 gennaio, al processo di Verona ai gerarchi firmatari dell’O.d.G. Grandi, che chiedeva le dimissioni di Mussolini, vengono condannati a morte, Galeazzo Ciano, Emilio De Bono, Giovanni Marinelli, Luciano Gottardi e Carlo Pareschi.

11 gennaio, nella fortezza di S. Proloco, i condannati a morte sono fucilati.

22 gennaio, sbarco alleato ad Anzio e Nettuno.

28 gennaio, il CLN riunito a Bari chiede l’abdicazione del Re e il referendum istituzionale tra repubblica e monarchia.

31 gennaio, il CLN di Milano diventa CLNAI (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia), al quale viene affidato il coordinamento della lotta di liberazione nelle regioni settentrionali.

15 febbraio, bombardamento alleato distrugge l’abbazia di Montecassino.

22 febbraio, Churchill è contrario all’ingresso degli antifascisti nel governo Badoglio e favorevole alla monarchia.

1-8 marzo, sciopero generale antinazista promosso dal PCI con l’approvazione del CLN. Arrestati e deportati in Germania migliaia di lavoratori.

7-8 marzo, fallisce un primo complotto di ufficiali nazisti contro Hitler.

13 marzo, Roosevelt in disaccordo con Churchill, è favorevole all’ingresso degli antifascisti nel governo Badoglio e per la repubblica.

22 marzo, Gromiko, ambasciatore sovietico a Washington, con un memorandum propone che finisca la contrapposizione tra Badoglio e il CLN.

23 marzo, a Roma attentato di via Rasella contro i tedeschi con 33 morti, ad opera dei GAP.

24 marzo, Kappler ordina la rappresaglia: 335 oppositori italiani già prigionieri vengono massacrati dai tedeschi alle Fosse Ardeatine.

27 marzo, Palmiro Togliatti rientra in Italia. Il PCI si assume la responsabilità dell’attentato di via Rasella come atto di guerra contro l’occupazione e condanna la rappresaglia tedesca.

31 marzo, appello all’unità delle forze antifasciste di Togliatti che rinvia la questione istituzionale a liberazione avvenuta. E’ la “svolta di Salerno”.

5 aprile, a Torino sono fucilati dai fascisti 8 membri del CLN Piemontese tra cui il gen. Perotti.

6 aprile, il CLN chiede nuovamente al re di abdicare.

10 aprile, gli alleati chiedono al re di abdicare.

12 aprile, il re annuncia che abdicherà a favore del figlio Umberto, luogotenente del regno, non appena Roma sarà liberata.

15 aprile, Giovanni Gentile è ucciso a Firenze da un commando dei GAP.

18 aprile, si forma il CIL, Corpo Italiano di Liberazione, con elementi dell’esercito del Mezzogiorno.

24 aprile, a Salerno si insedia il governo Badoglio di unità nazionale.

11 maggio, offensiva alleata a Cassino.

20 maggio, sciopero delle mondine in Emilia contro l’ammasso del grano (durerà oltre un mese).

3 giugno, patto di Roma per la Federazione Sindacale Unitaria CGIL, presenti Giuseppe Di Vittorio (PCI), Bruno Buozzi (PSI), Achille Grandi (DC).

3-4 giugno, Bruno Buozzi e altri 13 prigionieri vengono fucilati presso Roma dai tedeschi in ritirata.

4 giugno, gli alleati entrano a Roma.

5 giugno, Vittorio Emanuele III abdica e nomina il figlio Umberto luogotenente del regno.

6 giugno, sbarco in Normandia degli alleati, apertura del 2° fronte come richiesto da tempo dai sovietici per alleggerire il fronte est.

10 giugno, formazione del nuovo governo di Ivanoe Bonomi con la presenza dei partiti antifascisti.

14 giugno, bombardamento di Londra con le V 1 (e dal settembre con le più letali V 2).

Giugno, la flotta giapponese subisce una durissima sconfitta nelle Filippine (battaglia di Leyte).

15 giugno, sciopero alla Fiat per impedire il trasferimento dei macchinari in Germania.

19 giugno, il CLN costituisce il CVL (Corpo Volontari della Libertà), per coordinare sotto un unico comando le formazioni partigiane. Lo comanda il gen. Raffaele Cadorna con Ferruccio Parri, Luigi Longo, Sandro Pertini, Enrico Mattei e Mario Argenton.

22 giugno, nasce la prima repubblica partigiana nel modenese, a Montefiorino.

25 giugno, il governo scioglie ufficialmente Camera e Senato e decide che alla fine della guerra una Costituente eletta a suffragio universale, scriverà la nuova Costituzione.

11-20 luglio, falliti attentati a Hitler del gen. Von Stupnagen e conte di Stauffenberg, con la complicità di Rommel (che il 14 ottobre si suicida).

15 luglio, sbarco alleato nella Francia del Sud. Insorge Parigi dove De Gaulle entrerà il 25 luglio.

25-30 luglio, il congresso DC di Napoli elegge segretario Alcide De Gasperi.

25 luglio, a Salò il PNF repubblicano è trasformato nella struttura militare delle Brigate Nere.

10 agosto, a Milano, piazzale Loreto, i fascisti fucilano 15 lavoratori.

11 agosto, il CLN toscano ordina l’insurrezione generale e prende il possesso di Firenze. La liberazione si completa il primo settembre.

12 agosto, massacro di S. Anna di Stazzema, in Versilia, i nazisti uccidono 560 persone.

23 agosto, truppe sovietiche occupano la Romania.

31 agosto, ristrutturazione del CIL al comando del gen. Giovanni Messe, inquadrato nelle armate angloamericane.

5 settembre, truppe sovietiche occupano la Bulgaria.

Settembre, il Belgio liberato dagli inglesi.

10 settembre, liberazione della Val d’Ossola e proclamazione della repubblica partigiana.

26 settembre, in Friuli costituzione della repubblica partigiana della Carnia, la più grande e organica istituzione della storia partigiana.

28-29 settembre, massacro di Marzabotto. I nazisti comandati da Walter Reder, come a S. Anna di Stazzema, trucidano 1.836 persone tra cui 129 sotto i 10 anni. Il paese è incendiato con i lanciafiamme.

10 ottobre, liberazione di Alba (CN), e proclamazione della repubblica partigiana.

19 ottobre, eccidio di Palermo, la polizia spara su manifestanti che chiedono pane. Trenta i morti e centinaia di feriti.

25 ottobre, il comandante delle SS in Italia, Karl Wolf, chiede al cardinale Fossati di Torino, un incontro con i comandanti partigiani per concordare il ripiegamento indolore delle truppe tedesche verso la Germania.

27 ottobre, l’offensiva alleata si arresta sulla “linea gotica”.

7 novembre, battaglia di Porta Lame a Bologna con gravi perdite da parte dei fascisti.

12 novembre, controffensiva tedesca e fascista nel cuneese con la riconquista di tutte le zone liberate dai partigiani.

13 novembre, “proclama Alexander“, (dal nome del generale inglese comandante delle operazioni alleate in Italia), che ordina alle formazioni partigiane una stasi invernale, cioè di cessare le operazioni su vasta scala, per riprenderle in primavera. Duro colpo per le formazioni partigiane che subiscono la repressione tedesca e fascista con l’impiego delle truppe liberate dal fronte di guerra (linea gotica). Perdita da parte delle formazioni partigiane di tutte le posizioni occupate in precedenza, con gravissime perdite umane.

15 novembre, seconda battaglia tra partigiani e fascisti a Bologna nel quartiere della Bolognina. Sciopero generale a Torino.

7 dicembre, accordo a Roma tra il comandante alleato del Mediterraneo gen. Wilson, e una delegazione del CLNAI (Ferruccio Parri, Giancarlo Pajetta, Edgardo Sogno). I partigiani riceveranno materiale bellico e rifornimenti ma dopo la liberazione scioglieranno completamente le formazioni e riconsegneranno le armi.

16 dicembre, Mussolini al teatro Lirico di Milano pronuncia il “discorso della riscossa”, e promette dopo la guerra, libertà di espressione. E’ l’ultima uscita pubblica del duce. Nelle Ardenne controffensiva tedesca.

26 dicembre, il governo Bonomi riconosce il CLNAI come “organo dei partiti antifascisti nel territorio occupato dal nemico”, incaricato di condurre la guerra contro i nazifascisti.