Cronologia 1938 - 1945

1942

21 gennaio, controffensiva tedesca di Rommel che porterà alla riconquista di gran parte della Cirenaica

Febbraio, il contingente italiano in Russia viene allargato a 230.000 uomini: è l’Armata Italiana in Russia (ARMIR), sotto il comando del gen. Gariboldi. Per sostituire i lavoratori tedeschi mandati in misura sempre maggiore sul fronte russo, l’Italia “spedisce” in Germania oltre 200.000 lavoratori.

13 marzo, riduzione a un etto e mezzo della razione quotidiana di pane.

26 maggio, vasta epurazione nelle file del PNF contro coloro che non “meritano l’onore di militare sotto i gagliardetti del Littorio”. Rommel continua l’offensiva nel Nord Africa e costringe gli inglesi ad arretrare.

4 giugno, Federico Comandini fonda a Roma il Partito d’Azione, nuova formazione antifascista clandestina.

11 giugno, a chi “insidia la salute pubblica” il Tribunale Speciale può infliggere la pena capitale.

21 giugno, la guarnigione inglese di Tobruk è costretta alla resa.

28 giugno, comincia nel Caucaso la controffensiva sovietica, mentre i tedeschi puntano su Stalingrado.

30 giugno, ad El Alamein, Rommel è costretto a fermare l’avanzata per mancanza di carburante.

Luglio, riprende la pubblicazione in forma clandestina de l’Unità. Romita e Lizzadri si preparano al rilancio del PSI all’interno del Paese.

Agosto, a Borgo Valsugana Alcide De Gasperi pone le basi per costituire la Democrazia Cristiana.

Settembre, nuovo giornale clandestino, il liberale “Ricostruzione” ispirato da Ivanoe Bonomi.

23 ottobre, controffensiva inglese ad El Alamein.

8 novembre, sbarco anglo-americano in Marocco e Algeri; scarsa resistenza dei collaboratori di Vichy (il governo francese collaborazionista con i tedeschi).

10 novembre, l’ammiraglio Darlan firma l’armistizio per l’Africa Francese. Hitler per rappresaglia ordina l’occupazione di tutta la Francia.

13 novembre, gli inglesi riconquistano Tobruk.

19 novembre, controffensiva sovietica a Stalingrado. L’armata tedesca di von Paulus è completamente circondata.

2 dicembre, Mussolini attacca Roosevelt e Churchill e indica le perdite italiane in guerra: 42.000 caduti (2.000 a causa dei bombardamenti), 232.000 prigionieri, e 37.000 dispersi.

11 dicembre, inizia l’offensiva sovietica sul Don e la tragica ritirata dei soldati italiani dell’ARMIR, di due Armate tedesche, due romene e una ungherese.

1943

10 gennaio, Lelio Basso, Lucio Luzzatto, Carlo Andreoni, formano a Milano il Movimento di Unità Proletaria, per promuovere l’unità socialista.

14-21 gennaio, a Casablanca, Roosevelt e Churchill decidono che all’Asse va chiesta la “resa incondizionata”.

31 gennaio, disfatta tedesca a Stalingrado e italiana sul Don. La campagna italiana in Russia si risolve con un tragico bilancio di morti, dispersi e prigionieri.

14 febbraio, violento bombardamento alleato di Milano.

5 marzo, comincia il grande sciopero alla Fiat Mirafiori, gli operai chiedono “pane e pace”.

8 marzo, migliaia di donne manifestano a Torino contro la guerra.

23 marzo, lo sciopero operaio si estende alla Lombardia.

25 marzo, le operaie della Borletti escono dalla fabbrica al grido “basta con la miseria, vogliamo la pace”. Comincia una vasta repressione contro gli operai: oltre 2.000 gli arresti.

30 aprile, gli industriali italiani cominciano ad intrecciare una serie di incontri con gli alleati e con l’antifascismo. Accordo sindacale con gli scioperanti delle grandi fabbriche, con aumenti salariali. Si estende l’attività clandestina degli antifascisti.

9 maggio, Berlino è informata dal capo delle SS, colonnello Dolmann, su un possibile colpo di stato in Italia contro Mussolini. Hitler comanda di studiare un piano di occupazione dell’Italia.

13 maggio, resa delle truppe italo-tedesche in Tunisia.

15 maggio, il PCd’I diviene PCI, e abbandona la formula “Sezione italiana dell’Internazionale comunista”, avendo Stalin sciolto l’Internazionale Comunista, come segno distensivo e di buona volontà verso gli alleati, USA e Gran Bretagna.

Giugno, il Re scrive a Mussolini chiedendogli di valutare se non sia meglio sganciare l’Italia dalla Germania. Ivanoe Bonomi, venuto a conoscenza della richiesta propone al Re di formare un governo di transizione militare e successivamente un governo composto da antifascisti. Il Re respinge la proposta e incontra Dino Grandi, presidente della camera dei fasci e delle corporazioni, per capire come reagirebbe questa istituzione a un allontanamento di Mussolini dal governo.

11 giugno, gli alleati occupano Pantelleria e Lampedusa.

17 giugno, gli americani dichiarano che avranno un atteggiamento di riguardo se l’Italia abbandonerà la Germania.

2 luglio, si costituisce a Milano il Comitato delle opposizioni con la partecipazione della DC, MUP, Pd’A, PCI, PSI, e liberali.

9 luglio, sbarco alleato in Sicilia.

15 luglio, il Re chiede a Badoglio se accetterebbe di assumere responsabilità di governo. Badoglio lo verrebbe con militari e antifascisti, il Re con Militari e funzionari ministeriali.

16 luglio, alcuni gerarchi si fanno ricevere da Mussolini che viene criticato per l’accentramento di poteri e chiedono la convocazione del Gran Consiglio (ultima riunione nel dicembre 1939).

24 luglio, alle ore 17 si riunisce il Gran Consiglio del fascismo. Grandi legge l’O.d.G. che invita Mussolini a rimettere ogni potere nelle mani del Re.

25 luglio, alle ore 2 del mattino viene approvato l’O.d.G.: sono a favore per appello nominale 19 gerarchi su 28, si astiene Giacomo Suardo, che pure aveva firmato il documento. Alle 2.40 Mussolini scioglie la seduta e comunica che porterà il documento al Re. Badoglio alle ore 11, è nominato capo del governo. Alle ore 17 il Re fa arrestare Mussolini dai carabinieri che lo portano alla caserma di via Legnano. Alle 22.45 viene fatto un comunicato radiofonico in cui si annunciano cambiamenti al vertice e che la guerra continua. “Chiunque tenti di turbare l’ordine pubblico, afferma Badoglio, sarà inesorabilmente colpito”.

26 luglio, manifestazioni di gioia in tutta Italia. A Roma si costituisce il Comitato Nazionale delle opposizioni. Vengono messi in libertà alcuni detenuti politici. Non vengono legalizzati, per ora, i partiti di opposizione al fascismo, e il gen. Roatta, capo di SME, emana una circolare che ordina di sparare su ogni corteo, comizio o assembramento pubblico: tra il 26 e il 30 luglio, ci saranno 83 morti, 308 feriti e 1.500 arresti.

28 luglio, il governo scioglie il PNF e le associazioni collegate. Il Tribunale Speciale è sciolto e le leggi istitutive del Gran Consiglio, abrogate. Il Re e Badoglio chiedono un incontro con Hitler, che lo rifiuta.

31 luglio, tentativo di contattare gli Alleati tramite il Vaticano che non ha seguito per le troppe spie naziste presenti in Vaticano.

2 agosto, nuova ricerca di contatto con gli Alleati. Il Comitato delle opposizioni riunito a Milano sfiducia Badoglio.

4 agosto, si intensificano i bombardamenti alleati sulle città italiane. Gli alleati non vogliono un accordo ma la resa.

6 agosto, incontro a Tarvisio di Badoglio con Keitel e von Ribbentrop. Grande diffidenza, nessun risultato.

7 agosto, alle Confederazioni Sindacali vengono nominati, Buozzi, Lizzadri, Roveda, Di Vittorio, Grandi e Vanoni. I partiti antifascisti milanesi propongono di organizzare una resistenza armata.

9 agosto, scioperi in Piemonte e Lombardia repressi dall’esercito.

12 agosto, nuova missione a Lisbona per trovare un accordo con gli alleati.

13 agosto, pesante bombardamento di Roma e di altre città italiane. Documento critico del Comitato nazionale antifascista a Badoglio per il mancato ripristino delle libertà e per la preoccupazione dell’ingresso di nuove truppe tedesche in Italia.

14 agosto, Badoglio dichiara Roma “città aperta”.

15 agosto, summit a Bologna italo-tedesco. Roatta assicura Rommel che l’Italia resterà al fianco del III Reich.

17 agosto, liberata dagli alleati l’intera Sicilia. Italiani e tedeschi si attestano in Calabria.

19 agosto, a Lisbona il gen. USA, Bedell Smith, presenta il testo di armistizio elaborato dal gen. Eisenhower. La risposta verrà data via radio al comando alleato di Algeri.

23 agosto, nasce a Roma il PSIUP che riunisce i tre movimenti socialisti esistenti, segretario è Pietro Nenni.

29 agosto. A Roma viene formata la nuova direzione comunista. Costituito con il Pd’A e il PSIUP, una giunta militare di cui fanno parte Longo, Pertini, Bauer.

31 agosto, a Cassibile, il gen. Castellano incontra gli alleati. Presente a sorpresa anche il gen. Zanussi inviato di Badoglio che chiede un nuovo sbarco alleato prima delle firma dell’armistizio. Proposta respinta.

1 settembre, dopo consultazioni il gen. Castellano ritorna a Cassibile, per firmare l’armistizio.

2 settembre, dallo Stato Maggiore Esercito è diramata la “memoria 44 OP”, sul comportamento da tenersi in caso di attacchi tedeschi, molto lacunosa e contraddittoria. Accordo Confindustria e Sindacati per la costituzione delle Commissioni Interne. Le opposizioni chiedono la distribuzione delle armi alla popolazione per rispondere ad attacchi tedeschi.

3 settembre, gli alleati sbarcano in Calabria. Firma dell’armistizio tra Italia e Alleati.

8 settembre, Badoglio informa gli alleati che a causa del forte concentramento di truppe tedesche nell’area di Roma non se la sente di trasmettere il comunicato dell’armistizio. Eisenhower minaccia contromisure. Alle 16.30 radio New York forza la mano e diffonde in anticipo sull’Italia la notizia dell’armistizio avvenuto. Subito le truppe di Rommel cominciano il rastrellamento e l’arresto di soldati italiani e il presidio di tutte le situazioni strategiche in Italia. Alle 19.45 Badoglio legge alla radio il suo comunicato. Le forze armate sono allo sbando completo. Nella notte gli alleati sbarcano a Salerno e ingaggiano furiosi combattimenti contro i tedeschi. Il gen. Carboni schiera tre divisioni contro i tedeschi.

9 settembre, il Re, Badoglio, e un manipolo di ministri e ufficiali scappano a Pescara e via mare raggiungono Brindisi ponendosi sotto la protezione alleata. Battaglia di Porta S. Paolo a Roma dove militari e civili fronteggiano le truppe del maresciallo Kesserling. I partiti di opposizione proclamano il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN). Dalla Germania dove si sono rifugiati gli ex gerarchi Roberto Farinacci, Alessandro Pavolini, Guido Buffarini, Vittorio Mussolini, gridano al tradimento e annunciano la formazione di un nuovo governo fascista.

10 settembre, Kesserling vince la battaglia di Roma (che resta “città aperta”).

12 settembre, un commando guidato dal col. Otto Skorzeny libera sul Gran Sasso, Mussolini e lo trasporta in Germania. Nel cuneese Duccio Galimberti Dante Livio Bianco danno il via alla lotta armata di liberazione, aiutati da un gruppo di giovani provenienti da Giustizia e Libertà.

14 settembre, 10.000 soldati della Div. Acqui di stanza a Cefalonia rifiutano la consegna delle armi ai tedeschi. Vengono massacrati, e solo pochi riescono a sopravvivere.

18 settembre, Mussolini da radio Monaco, annuncia la costituzione del PNF Repubblicano e la trasformazione in repubblica dell’Italia Settentrionale occupata dai tedeschi.

19 settembre, rappresaglia tedesca a Boves: viene dato fuoco al paese e trucidate 23 persone. Il parroco e il Commissario Prefettizio sono arsi vivi.

22 settembre, a Napoli i tedeschi ordinano ai giovani dai 18 ai 33 anni di presentarsi alle autorità di occupazione. Si presentano in 180.

23 settembre, Mussolini rientra in Italia e forma il nuovo governo con sede a Salò, sul Garda.

27 settembre, insurrezione di Napoli, le “quattro giornate” costringono i tedeschi a lasciare la città.

29 settembre, a Malta, Badoglio firma con Eisenhower “L’armistizio lungo”, con il quale l’Italia liberata e il governo sono sotto il controllo degli USA (il testo resta segreto).

11 ottobre, Hitler istituisce due nuove regioni del III Reich: l’Alpenvorland (province di Bolzano, Trento e Belluno), e l’Adriatisches Kusterland (province di Trieste, Udine, Gorizia, Pola e Fiume).

13 ottobre, il governo Badoglio dichiara guerra alla Germania. L’Italia, dati i trascorsi, non è alleata ma “cobelligerante”.

16 ottobre, il CLN afferma la necessità della lotta di liberazione che non può essere delegata al re o a Badoglio. Viene chiesto un governo rappresentativo dell’antifascismo. Retata tedesca tra gli ebrei di Roma: 1.024 vengono avviati verso i campi di sterminio. Il gen. Graziani, con l’accordo tedesco, organizza l’esercito di Salò.

3 novembre, incontro a Lugano di esponenti del Pd’A (Parri e Valiani), con i Servizi segreti di USA e G. B., per coordinare gli aiuti ai partigiani che si stanno organizzando su tutto il territorio occupato dai tedeschi. Agli italiani sono riconosciuti solo atti di sabotaggio (quindi niente armamento pesante).

9 novembre, chiamata alle armi di giovani della repubblica di Salò. Si presenta solo il 40%. Molti disertano dopo l’arruolamento.

14-16 novembre, il PNF repubblicano dichiara decaduta la monarchia, e la natura sociale del “nuovo stato”. Decide inoltre di processare i firmatari dell’O.d.G. Grandi, approvato nell’ultima riunione del Gran Consiglio del fascismo.

15 novembre, violenze squadristiche a Ferrara con 11 vittime.

16 novembre, cade il presidio di Lero, difeso da 12.000 soldati italiani. Quando i tedeschi ottengono la resa sono rimasti 1.500 superstiti.

18 novembre, forte sciopero operaio a Mirafiori, che si estende al Piemonte, Lombardia e Liguria. Le maestranze difenderanno le fabbriche dalle rappresaglie dei tedeschi e fascisti.

19 novembre, Mussolini ricostituisce la Milizia fascista con il nome di Guardia Nazionale Repubblicana. L’arruolamento la porterà a 100.000 effettivi; 4.000 entrano invece nella X MAS di Junio Valerio Borghese; 20.000 italiani entrano nelle SS tedesche.

25 novembre, lo Stato mussoliniano prende il nome di Repubblica Sociale Italiana (RSI).

28 novembre, appello di Concetto Marchesi, rettore dell’Università di Padova, perché i giovani prendano le armi contro il nazifascismo. Nel corso del mese si formano a Milano le “Brigate d’Assalto Garibaldi” legate al PCI. Si formano anche i GAP, Gruppi di Azione Patriottica, che operano soprattutto nelle città. Sempre a Milano nascono i Gruppi di Difesa della Donna.

4 dicembre, Harold Alexander, nuovo comandante delle truppe alleate in Italia. Eisenhower assume il comando delle operazioni preparatorie per lo sbarco in Normandia.

8 dicembre, un reparto regolare italiano è impegnato per prima volta a fianco degli alleati nella battaglia di Montelungo.

28 dicembre, a Campegine (RE); sono fucilati i 7 fratelli Cervi, animatori della resistenza.