Cronologia 1915 - 1938

1926

4 febbraio, entra in vigore la riforma delle amministrazioni locali: il podestà di nomina prefettizia sostituisce gli organismi elettivi.

16 febbraio, Piero Gobetti muore a Parigi minato dalle percosse e dalle ferite subite nell’aggressione del settembre 1924.

16/24 marzo, Dumini, Volpi, Poveromo, sono condannati a 5 anni, 11 mesi e 4 giorni per il delitto Matteotti. Viola e Malacria sono assolti.

3 aprile, legge sull’organizzazione sindacale: vietati gli scioperi e le agitazioni. Confindustria e Corporazioni sono riconosciute come le sole parti sociali. Pressioni del Governo sugli imprenditori perché non diano lavoro a chi non ha la tessere fascista. “Proprietari terrieri e datori di lavoro non debbono occupare lavoratori che non siano soci delle unioni fasciste e debbono insistere presso i loro prestatori d’opera perché abbiano la tessera fascista. Chi non lo farà sarà denunciato alle autorità superiori del partito fascista e incorrerà in rigorosi provvedimenti. Nessuno trascuri di dare questa prova di disciplina richiesta dal duce del fascismo”. E’ istituita la magistratura del lavoro. Il Gran Consiglio istituisce l’opera nazionale Balilla.

7 aprile, muore a Cannes Giovanni Amendola per i postumi dell’aggressione di luglio 1925.

3 maggio, costituzione del ministero delle corporazioni.

1 luglio, entra in vigore la legge sindacale.

6 agosto, si avviano i colloqui preliminari tra Stato e Chiesa per giungere al concordato.

7 settembre, il sistema bancario viene posto sotto controllo della Banca d’Italia.

19 settembre, Mussolini ottiene dalla Francia restrizioni nei confronti dei fuoriusciti politici italiani.

8 ottobre, nuovo statuto del PNF. Viene abolita ogni elezione interna. La cariche direttive avverranno per cooptazione dall’alto. Viene istituito il “foglio d’ordini” con le direttive per gli iscritti.

12 ottobre, Mussolini assume il comando della Milizia.

31 ottobre, ennesimo attentato contro Mussolini che resta illeso. Il quindicenne Anto Zaniboni, viene linciato a morte.

1 novembre, si scatena la violenza quadristica. A Genova viene incendiata la redazione del “Lavoro”, a Napoli è assaltata la casa di Benedetto Croce, in Lunigiana quella di Carlo Sforza. A Cagliari aggressione a Emilio Lussu che uccide uno degli assalitori e viene subito arrestato. Devastazioni e violenze a numerose sedi cattoliche del Veneto. “Il mondo”, “Il risorgimento”, “La voce repubblicana”, subiscono la revoca delle licenze. Sono sospesi decine di giornali: Avanti, Unità, Stampa, Gazzettino, Corriere della Sera. Il Consiglio dei Ministri approva i provvedimenti “per la sicurezza della stato”: sono sciolti tutti i partiti e le associazioni che si oppongono al fascismo. E’ istituito il confino di polizia, si introduce la pena di morte per gli attentati al re e al duce, viene istituito il Tribunale Speciale per la difesa dello Stato composto da consoli della milizia, sono revisionati o annullati i passaporti per l’estero. Mussolini, che afferma “queste misure sono utili per virilizzare gli italiani”, fa dimettere il ministro degli interni Federzoni e assume ad interim il dicastero.

8 novembre, arresto di Antonio Gramsci con l’intero gruppo parlamentare comunista.

9 novembre, i deputati antifascisti sono dichiarati decaduti dalla carica.

18 novembre, Gramsci è confinato a Ustica.

20 novembre, espatriano Claudio Treves e Giuseppe Saragat.

22 novembre, Nenni fugge a Parigi.

12 dicembre, Filippo Turati lascia L’Italia per la Corsica aiutato da Carlo Rosselli, Ferruccio Parri, Sandro Pertini e altri. Rientrando in Italia, Parri e Rosselli sono arrestati.

30 dicembre, il fascio littorio è dichiarato emblema di Stato.

1927

1 gennaio, esce il primo numero in formato ridotto de l’Unità.

4 gennaio, insediamento del Tribunale speciale per la difesa dello Stato. La Confederazione Generale del Lavoro, perso ogni riconoscimento, si auto scioglie.

6 gennaio, il nuovo ordinamento giuridico del pubblico impiego prevede l’epurazione (licenziamento), per chi si ponga contro le direttive del governo.

9 gennaio, sono sciolte le organizzazioni giovanili non fasciste. Si salvano i giovani esploratori cattolici se adotteranno il gagliardetto dei Balilla.

15 gennaio, incontro Mussolini-Churchill, la Gran Bretagna mostra grande fiducia nel nuovo regime.

13 febbraio, istituzione dell’imposta sui celibi. Mussolini dice che “la tassa serve per dare una frustata demografica alla nazione”.

2 marzo, le società sportive sono raccolte in trentadue federazioni nazionali sottoposte all’autorità del Coni e poste alle dipendenze del partito fascista.

19 marzo, arrestato Alcide De Gasperi accusato di espatrio clandestino. Condannato a 4 anni sconterà sedici mesi, grazie all’intervento del Vaticano.

25 marzo, il ministro dell’istruzione, Pietro Fedele, annuncia il suo programma di “fascistizzare la scuola”.

22 aprile, approvato dal Gran Consiglio la “Carta del Lavoro”, che conferma il divieto di sciopero. Ma le agitazioni si moltiplicano, soprattutto agitazioni femminili.

5 maggio, il governo attiva una riduzione salariale del 10% ai dipendenti pubblici.

24 maggio, l’industria tessile annuncia la riduzione salariale del 10%.

26 maggio, in un discorso alla Camera Mussolini afferma l’inutilità delle opposizioni per la buona salute del regime politico fascista.

28 giugno, sciopero di 10.000 mondine contro la riduzione del salario. Lo sciopero dura fino al 3 luglio. Scioperi e fermate diffuse sul territorio nazionale con arresti.

3 ottobre, su proposta del PNF e l’approvazione dei sindacati fascisti e delle associazioni padronali, si stabilisce una nuova riduzione dei salari del 10%.

10 novembre, il Gran Consiglio affida ad Alfredo Rocco l’elaborazione di una nuova riforma elettorale. Il diritto di voto sarà solo per “gli elementi utili e attivi della nazione”.

17 novembre, riforma del sistema radiofonico. Dall’inizio del 1928 l’URI diventa EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche”, sotto stretta sorveglianza del regime.

18 dicembre, il nuovo direttore del Corriere della Sera, Marco Maffii, licenzia 36 redattori e collaboratori, per procedere a una piena fascistizzazione del quotidiano.