Cronologia 1915 - 1938

1924

25 gennaio, decreto di scioglimento della Camera.

29 gennaio, le gerarchie fasciste si riuniscono per discutere le candidature elettorali. Vengono inserite nel “listone” anche esponenti della vecchia democrazia liberale come Salandra, Orlando, De Nicola, e fuoriusciti dal PPI. Giolitti formerà invece una lista “parallela” in Piemonte.

8 febbraio, si ristabiliscono le relazioni diplomatiche con l’URSS.

12 febbraio, esce a Milano il primo numero de l’Unità.

20 febbraio, l’associazione degli agrari fascisti, FISA, si fonde con la Confagricoltura.

28 febbraio, a Reggio Emilia i fascisti uccidono il deputato massimalista, Antonio Piccinini.

3 aprile, De Nicola ritira la sua candidatura alle elezioni.

6 aprile, in un clima di violenze ed irregolarità si svolgono le elezioni. I fascisti ottengono 356 deputati più 9 nelle liste collegate. Alle opposizioni vanno 161 deputati. Durante le elezioni la Milizia del partito fascista presta servizio all’interno dei seggi elettorali e si ripete la solita storia di violenze e uccisioni. I principali organi di informazione d’opposizione erano stati sottoposti durante tutta la campagna elettorale ad una serie sistematica di intimidazioni, subendo gravi perdite in seguito ad assalti armati e a incendi.

30 maggio, Giacomo Matteotti denuncia in Parlamento i brogli e le irregolarità della campagna elettorale e chiede l’invalidazione delle elezioni.

6 giugno, Giovanni Amendola ribadisce le accuse di Matteotti.

10 giugno, Giacomo Matteotti viene ucciso da Amerigo Dumini, Albino Volpi, Giuseppe Viola, Amleto Poveromo e Augusto Malacria, che utilizzano l’auto del direttore del “Corriere Italiano”, Filippo Filippelli.

25 giugno, Camera e Senato confermano la fiducia a Mussolini.

27 giugno, l’assemblea dei partiti di opposizione si riunisce a Montecitorio per commemorare Matteotti. Approvano una mozione in cui si impegnano a non partecipare più ai lavori del Parlamento fino a quando non ci sarà un governo che ripristini la legalità. E’ il cosi detto “Aventino”.

8 luglio, il Consiglio dei Ministri approva un decreto restrittivo della libertà di stampa, con esecuzione immediata.

1 agosto, la Milizia fascista entra a far parte delle Forze Armate, ma dipende dal Presidente del Consiglio, non dal Ministro della Guerra.

16 agosto, il cadavere di Matteotti è rinvenuto nella macchia della Quartarella, presso la via Flaminia.

27 agosto, su proposta di Costanzo Ciano, si unificano le società radiofoniche nell’Unione Radiofonica Italiana, destinata ad avere il monopolio dei servizi diffusi via etere.

5 settembre, a Torino i fascisti aggrediscono Piero Gobetti.

17 settembre, Luigi Pirandello aderisce al fascismo come “umile e obbediente gregario”.

6 ottobre, iniziano le radiotrasmissioni dell’URI, Unione Radiofonica Italiana.

15 ottobre, i partiti dell’Aventino bocciano la proposta del Partito Comunista di dar vita a un antiparlamento.

22 ottobre, Italo Balbo sostituisce Emilio De Bono alla guida della Milizia.

25 ottobre, don Sturzo parte per l’esilio londinese che durerà 22 anni.

12 novembre, riaprono le Camere. I comunisti abbandonano l’Aventino e Luigi Repossi si presenta solo in aula a leggere una dichiarazione contro il regime. L’intero gruppo comunista riprenderà il suo posto in Parlamento il 26 novembre.

15 novembre, Giovanni Giolitti passa all’opposizione per gli attacchi del governo alla libertà di stampa.

20 dicembre, Mussolini annuncia una trasformazione delle leggi elettorali e minaccia lo scioglimento della Camera.

27 dicembre, Giovanni Amendola pubblica sul “Mondo” stralci di un memoriale di Cesare Rossi da cui appare la diretta responsabilità di Mussolini nel delitto Matteotti.

31 dicembre, in ogni parte d’Italia vengono sequestrati giornali dell’opposizione. Nello stesso giorno c’è il pronunciamento di 33 consoli della milizia che chiedono a Mussolini di mettere a tacere le opposizioni.