Cronologia 1915 - 1938

1923

19 gennaio, Mussolini incontra segretamente il cardinale Gasparri per ottenere l’appoggio del Vaticano e del Banco di Roma. L’istituto di credito è in difficoltà ma Mussolini promette di salvarlo, se farà le debite aperture al fascismo.

23/27 gennaio, spedizione punitiva degli squadristi fascisti a La Spezia con sei antifascisti uccisi.

25 gennaio, licenziati 36.000 ferrovieri per scarso rendimento. In realtà per rappresaglia contro la loro partecipazione allo sciopero antifascista dell’agosto 1922.

2 febbraio. Viene arrestato a Torino, Piero Gobetti, rilasciato dopo alcuni giorni su pressione di Benedetto Croce.

3 febbraio, assalto al Palazzo di Giustizia di Livorno. Picchiato ed espulso dalla città il deputato socialista Giuseppe Emanuele Modigliani. A Roma vengono arrestati Amedeo Bordiga e successivamente altri 252 comunisti. Dalla fine dell’anno ne erano stati arrestati 2.235. Il giornale della federazione giovanile comunista “L’avanguardia”, viene chiuso.

8 febbraio, privatizzazione della Compagnia Statale dei telefoni. Allo Stato restano solo le telefonate a lunga distanza.

13 febbraio, il Gran Consiglio decide l’incompatibilità tra appartenenza al Partito fascista e l’appartenenza alla massoneria. Fusione tra il PNF e l’Associazione Nazionalistica.

10 marzo, riduzione dell’orario di lavoro a 8 ore con riduzione del salario medio del 10%.

15 marzo, il Gran Consiglio vara l’O. d. G. Rossoni/Farinacci, per la istituzione delle Corporazioni sindacali che inquadrino insieme in organizzazioni di categoria (metallurgici, chimici, edili, ecc.), funzionari, impiegati tecnici e operai.

20 marzo, viene abolito il monopolio statale delle assicurazioni sulla vita.

31 marzo, a Milano viene arrestato Ruggero Grieco. Unico leader comunista in libertà in Italia, resta Umberto Terracini.

12/13 aprile, il congresso del Partito Popolare Italiano vota l’autonomia d’azione contro le pressioni vaticane che vorrebbero l’alleanza con i fascisti.

17 marzo, Mussolini convoca i rappresentanti del PPI al governo e ne chiede le dimissioni.

19 aprile, soppressione della festività del 1° maggio, sostituita con il 21 aprile, Natale di Roma.

23 aprile, il PPI lascia ufficialmente il governo. Nei giorni successivi squadracce fasciste imperversano contro organizzazioni cattoliche.

24 aprile, il PPI si spacca e la destra forma il Partito Nazionale Popolare il cui segretario Egiberto Martire si fa subito ricevere da Mussolini.

25 aprile, il Gran Consiglio indica la modifica del sistema elettorale in senso maggioritario come “inderogabile necessità”.

27 aprile, approvata la riforma della scuola di Giovanni Gentile che istituendo l’esame di stato, parifica le scuole private alle pubbliche e sposta i rapporti di forza a favore delle scuole confessionali. Introduce inoltre l’insegnamento della religione cattolica nella scuola

15 maggio, il Consiglio Nazionale dei popolari conferma la segreteria Sturzo che si professa contro l’annunciata riforma elettorale maggioritaria.

19 maggio, De Gasperi incontra Mussolini e dichiara di non rifiutare a priori la riforma elettorale.

2 giugno, Giovanni Gentile si iscrive al PNF.

9 giugno, presentazione della riforma elettorale di Giacomo Acerbo che prevede un premio di maggioranza dei 2/3 alla lista che otterrà nelcollegio unico nazionaleil maggior numero voti (almeno il 25%). Il restante terzo sarà distribuito con la proporzionale agli altri partiti.

10 luglio, su pressioni del Vaticano don Sturzo lascia la segreteria del PPI, sostituito dal triunvirato di Giulio Rodinò (presidente), Giovanni Gronchi (segretario), e Giuseppe Spataro (vice segretario). Inizia la discussione sulla legge Acerbo, Giolitti, Salandra e Orlando sono favorevoli.

12 giugno, prime limitazioni della libertà di stampa.

15 giugno, “Il lavoratore”, giornale comunista di Trieste è chiuso per ordine del prefetto.

21 giugno, la legge Acerbo è approvata con 223 voti favorevoli e 123 contrari.

24 agosto, nel corso delle aggressioni contro le organizzazioni cattoliche contrarie alla legge Acerbo, i fascisti uccidono don Giovanni Minzoni, parroco di Argenta (FE).

15 ottobre, il Gran Consiglio del fascismo su proposta di Federzoni, ripresa da uno schema base dettato da Mussolini, stabilisce la propria preminenza su qualsiasi altro organo del partito.

18 ottobre, al processo, Amedeo Bordiga, Ruggero Grieco, e Bruno Fortichiari, vengono assolti.

12 novembre, il Gran Consiglio riconosce la Federazione Italiana dei sindacati agricoli fondata nel 1922 dagli organi fascisti.

14 novembre, la legge Acerbo è approvata dal Senato (165 a favore, 41 contrari). Viene firmato il patto d’azione tra il PNF e alcune associazioni combattentistiche.

29 novembre, l’abitazione di Francesco Saverio Nitti è devastata da una folla di squadristi. Le autorità non intervengono.

10 dicembre, a Milano assalto al giornale socialista “La Giustizia”, e distruzione della tipografia Zerboni.

12 dicembre, sospese per motivi di ordine pubblico le pubblicazioni di una decina di giornali tra cui “Lo stato operaio”.

19 dicembre, con il patrocinio di Mussolini si stabilisce un accordo per contatti permanenti tra le corporazioni fasciste e la Confindustria per “armonizzare la propria azione con le direttive del Governo nazionale”.

26 dicembre, a Roma assalito a bastonate Giovanni Amendola, direttore del “Mondo” e leader dell’opposizione democratica,