Come si arriva alla COSTITUZIONE

1945

1 gennaio con il Paese diviso e martoriato dalla guerra nella lotta del Nord contro l’occupazione nazista e i suoi collaboratori fascisti, il Consiglio dei Ministri dell’Italia del Sud, emana un decreto che riconosce per la prima volta alle donne il diritto di voto.

25 aprile data simbolo per la capitolazione tedesca e fascista in Italia, dopo una sanguinosa battaglia durata 20 mesi condotta dalle formazione Partigiane nei territori occupati e dagli alleati con il contributo del CIL (Corpo Italiano di Liberazione) nel risalire l’Italia.

3 maggio hanno termine le ostilità belliche in Italia con la resa delle truppe tedesche e dei loro alleati fascisti. L’Italia Settentrionale è liberata e si ricongiunge al resto dell’Italia: 46.000 partigiani caduti e 21.000 feriti e mutilati solo nel territorio nazionale hanno suggellato con il loro sacrificio la liberazione del proprio Paese. A questi vanno aggiunti i 30.000 soldati caduti combattendo nei movimenti di liberazione all’estero, i 33.000 militari morti nei lager tedeschi, gli 8.000 deportati politici uccisi dai nazisti nei campi di sterminio, i 10.000 soldati caduti combattendo a fianco degli alleati.

Il contributo dato dalla Resistenza alla liberazione dell’Italia e alla lotta contro il nazismo e il fascismo è un fatto di grande importanza storica, che ha mobilitato centinaia di migliaia di italiani per la difesa dell’indipendenza nazionale, che ha immesso nella storia d’Italia nuovi protagonisti sociali. Nel campo internazionale la Resistenza ha risollevato le sorti dell’Italia, compromesse dal fascismo. Nel campo interno la Resistenza ha avuto come risultato la Costituzione Repubblicana.

8 maggio resa senza condizioni della Germania e fine della II Guerra Mondiale.

21 giugno formazione del governo di Ferruccio Parri con una coalizione dei partiti antifascisti DC, PCI, PSI, DDL, PdA, PLI.

10 dicembre in seguito alle dimissioni di Parri nasce il primo governo De Gasperi, con gli stessi partiti antifascisti.

1946

9 maggio Vittorio Emanuele III abdica in favore del figlio Umberto II.

2 giugno De Gasperi, presidente del Consiglio, partecipa a Parigi ad una seduta della “conferenza di pace”. Constata il poco credito che la “Resistenza Italiana” ha presso le delegazioni dei 21 Paesi presenti, che continuano a pensare all’Italia del 1940 (la fascista e nemica), e non alla “Nuova Italia”.

2 giugno l’intero popolo italiano (le donne per la prima volta) vota per una scelta secca : Repubblica o Monarchia.

Nel referendum istituzionale, vince la Repubblica con 12.717.923 voti contro 10.719.285 ottenuti dalla Monarchia. Interessante il risultato elettorale registrato ad Alzano Lombardo : 9.132 residenti, 5.544 aventi diritto al voto, 5.172 votanti (93,3%), 2.623 voti alla Monarchia (51,3%), 2.4484 per la Repubblica (48,7%).

Viene eletta sempre a suffragio universale l’Assemblea Costituente che deve redigere la nuova Carta Costituzionale, così formata : 207 DC, 115 PSI, 104 PCI, 41 Unione Democratica Italiana, 30 l’Uomo Qualunque, 23 PRI, 6 Blocco Nazionale per la Libertà, 20 formazioni politiche minori. Il voto ad Alzano Lombardo : 2.635 DC (54,1 %), 1.174 PSI, 478 PCI, 89 PRI, 91Partito Monarchico, 137 Uomo Qualunque, 256 a gruppi minori.

Da ricordare che pochi mesi prima del referendum, la maggioranza delle forze politiche che avevano costituito l’asse portante della Resistenza nel CLN, continuavano a pensare che la decisione sull’assetto da dare all’Italia spettasse all’Assemblea degli eletti alla Costituente e non direttamente al voto popolare plebiscitario.

La vittoria della Repubblica indusse una parte importante degli Ufficiali di Marina, Aviazione ed Esercito, di rifiutare il giuramento di fedeltà alla Repubblica stessa, con le conseguenti dimissioni, creando un caso politico discusso dall’Assemblea Costituente nel dicembre 1946 sotto la presidenza di Giuseppe Saragat (dimissionario di lì a poco), già ambasciatore a Parigi dall’ottobre 1944 al febbraio 1946.

La “festa della Repubblica” il 2 giugno, fu decisa subito dopo la sua proclamazione già nel giugno del 1946. Non era però una novità perché gli italiani erano abituati alla “Festa dello Statuto Albertino”, introdotta all’indomani della breccia di Porta Pia (20 settembre 1870), come festività civile, per sottolineare l’importanza che la monarchia sabauda e il ceto politico liberale che governava il Paese attribuivano alla proclamazione dell’Unità dello Stato nazionale. La “Festa dello Statuto” si celebrava la prima domenica di giugno (non in un giorno fisso quindi), in un momento nel quale cerimonie e sfilate militari (in particolare dei bersaglieri), potessero attirare il massimo di attenzione sul fatto nuovo che era avvenuto in Europa : la formazione dell’Unità d’Italia.

13 giugno Umberto II (il re di maggio), parte per l’esilio, De Gasperi assume l’incarico di Capo provvisorio della Stato.

22 giugno il ministro della Giustizia, Togliatti, firma l’amnistia ai condannati per delitti politici e militari : principali beneficiari saranno i fascisti tra i quali molti personaggi imputati di gravi reati.

28 giugno l’Assemblea Costituente, presidente Giuseppe Saragat, elegge Enrico De Nicola, Capo provvisorio dello Stato con 396 voti su 504.

Giugno 1946 – marzo 1947 la fase preparatoria dell’Assemblea Costituente fu delegata ad un gruppo ristretto di 75 membri (presieduto da Meuccio Ruini), con rappresentanza politica proporzionale favorendo la partecipazione dei gruppi politici minori, articolato su tre Sottocommissioni, una per ogni settore di studio : 1^ “Diritti e doveri dei cittadini”, 18 membri, presieduta da Umberto Tupini (DC), 2^ “Organizzazione costituzionale dello Stato”, 36 membri, pres. Umberto Terracini (PCI), 3^ “Lineamenti economici e sociali”, 18 membri, pres. Gustavo Ghidini (PSI). Fu poi costituito un Comitato di Redazione (o dei Diciotto), fra la prima e la terza sottocommissione con individuazione dei relatori che avrebbero formulato la bozza dei singoli articoli di competenza.

Il lavoro fu imponente, la Commissione dei 75 preparò il progetto di Costituzione che l’intera Assemblea Costituente discusse fino all’approvazione definitiva con 453 voti a favore e 62 contrari nel dicembre del 1947.

15 luglio secondo governo De Gasperi, con esponenti DC, PCI, PSI, PRI.

Settembre nei primi giorni di settembre De Gasperi incontra a Parigi l’austriaco Grueber per disinnescare l’aspirazione altoatesina (Sudtirol) all’autodeterminazione finalizzata all’unione con il Tirolo austriaco