Il Nazismo in Germania

OLOCAUSTO = SHOAH = sacrificio in cui la vittima veniva bruciata

LEGGE 211 DEL 20 LUGLIO 2000

Ogni anno dal 2000, il 27 gennaio, come avveniva già da anni in molti paesi europei, ricorre il “Giorno della Memoria” per “ricordare la Shoah – lo sterminio del popolo ebraico – le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

Promotori Furio Colombo (DS), Elio Palmizio (FI), Simone Gagna (AN). Approvata con voto quasi unanime (astenuti Lucio Colletti, Filippo Mancuso, Cesare Previti e Giulio Savelli).

ADOLF HITLER (Braunau – Alta Austria – 1889 / Berlino 30. 4. 1945), in “Main Kampf” (La mia battaglia), scritto nel carcere di Landsberg, nel 1924, dove scontata la condanna a 5 anni per il tentato colpo di stato in Baviera del 1923, esprime le sue idee:

-          Il giudeo si comporta secondo il suo scopo, si fonde con il popolo e ne mina le basi; combatte con il tradimento, con la falsità, tende al traviamento totale in modo da distruggere l’odiato nemico…Il primo dovere non è di formare una costituzione nazionale dello Stato, bensì quello di annientare gli ebrei.

-          L’antisemitismo è uno dei fondamenti principali della concezione del mondo (la WELTANSCHAUUNG).

-          Il principio fondamentale è la “disuguaglianza delle razze”, ne esiste una superiore, quella degli ariani, alti, biondi, bianchi, dolicocefali, molto diffusa in Germania e nei paesi nordici, chiamata a governare il mondo (razza padrona, Herrenvolk).

-          Sulla base di questi due principi, Hitler sviluppa le sue concezioni politiche nazionali e internazionali: 1) lo stato deve garantire la “supremazia della razza superiore”, perché essa è creatrice e portatrice della cultura e della civilizzazione; 2) da qui il rifiuto beffardo delle pratiche democratiche (idiozia democratica), a favore del “principio del capo” (Fuhrerprinzip), per il quale il capo deve disporre di poteri dittatoriali e soffocare ogni velleità di resistenza, togliendo poteri agli stati federali (Lander), in materia di bilancio e di polizia, a beneficio di un Reich unificato; 3) la “razza superiore o padrona” ha bisogno di uno “spazio vitale” (Lebensraum), che tolga i vincoli imposti dal trattato di Versailles del 1919, con il recupero a ovest dell’Alsazia e Lorena (essendo la Francia il nemico mortale del popolo tedesco), e conquistare grandi spazi a oriente rinnovando le gesta dei Cavalieri Teutonici, riunendo tutte le popolazioni tedesche in una gigantesca missione civilizzatrice. Parole d’ordine diventano: un popolo, uno stato, un capo (ein volk, ein Reich, ein Fuhrer). Lo spazio vitale ad est, è a scapito dei popoli “di razza inferiore” specie gli slavi il cui destino per l’ariano non ha alcuna importanza. In fondo alla gerarchia sociale si trova l’ebreo contro il quale Hitler manifesta un odio parossistico.

-          L’ebreo è il male della terra, un essere dal sangue impuro, che appartiene ad una razza negativa portatrice di turpitudine. La “cospirazione giudaica” sta conquistando il mondo e il “bolscevismo giudaico” ne è una precisa rappresentazione. Contro gli ebrei bisogna quindi condurre una lotta ad oltranza perché incarnano il male assoluto. Un antisemitismo totale che concentra in sé tutta la carica di odio da secoli perpetrata sia da ambienti della chiesa cattolica, che da quella riformata, presente in tutta Europa, Russia compresa.

-          Nella grave crisi del 1929 si cerca il capro espiatorio: sbarazzarsi degli ebrei e purificare il mondo diventa il primo obiettivo di Hitler e del suo partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi (NSDAP), da lui fondato nel 1920, riunendo gruppi reazionari.

-          Gli ebrei prima sono esclusi dalle amministrazioni statali e poi sono sollecitati ad abbandonare la Germania

FUHRERPRINZIP, il principio del capo, comporta l’abolizione delle strutture dei governi dei Lander (30 gennaio 1934).

LA “NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI”, 30 giugno 1934 eliminazione della fazione SA di Ernst Rohm, dal NSDAP.

SA, Sturmabteilung, “squadre d’assalto”, formazioni paramilitari di agitazione sociale guidate da Ernst Rohm, Rudolf Hess, Hermann Goering, Alfred Rosemberg.

SS, Schutzstaffel, “squadre di protezione”, formazioni paramilitari (guardia scelta di Hitler), guidate da Himmler

WAFFEN SS, sezione armata delle SS.

STAATSANGEHORIGE, sudditi di rango inferiore.

ANSCHLUSS, annessione territoriale dell’Austria del 1938.

UNTERMENSCHTUM, umanità inferiore, ebrei dell’Europa Orientale da trattare senza alcuna pietà, posta nella gerarchia nazista, sotto gli ebrei tedeschi.

EINSATZGRUPP, “gruppi d’assalto”.

EVACUAZIONI, trasferimento a est degli ebrei, divenuto nel tempo sinonimo di trasferimento nei lager per lo sterminio.

GHETTO

VERNICHTUNGSKRIEG, “guerra di annientamento” rivolta al “bolscevismo giudaico”, nell’operazione “Barbarossa” di invasione dell’URSS il 22 giugno 1941.

ENDLOSUNG, “soluzione finale” del problema ebraico.

GESAMTLOSUNG, “soluzione globale” del problema ebraico sollecitata da Goering.

UMSIEDLUNG, “trapianto”, deportazione degli ebrei dalle città ai campi di concentramento.

MISCHLINGE, “mezzi sangue”, che in un primo tempo possono scegliere la sterilizzazione e l’evacuazione. Per problemi pratici si propende alla sterilizzazione (per evitare inutili aggravi amministrativi di gestione delle persone).

SONDERKOMMANDO, “comando speciale”, di incaricati a recuperare capelli e denti d’oro dopo la gasazione.

LEICHENKELLER, “camera a gas” munita di dispositivo di areazione o di ventilazione.

-          In una drammatica successione di avvenimenti, prende forma la tragedia che porterà prima alla II^ G.M. e al suo interno alla Shoah, con gravi responsabilità da attribuire anche a tutti i governi che non hanno mosso un dito per contrastare questo disegno già descritto in modo dettagliato nel libro “Mein Kampf”.