Ideologia Nazista e Campi di Concentramento

CAMPI DI CONCENTRAMENTO

Un regime poliziesco così repressivo esige ben presto l’istituzione di una vasta rete di campi di concentramento. Il 20 marzo 1933 il prefetto di Monaco annuncia l’apertura a Dachau di un campo per 5000 prigionieri politici – detenuti per misura di “risanamento pubblico” – in prevalenza militanti antinazisti, ebrei o “asociali”. L’esistenza di quel campo non è affatto segreta, anzi durante il congresso del partito nazista, avvenuto alla fine del 1933, Himmler invita i partecipanti e i giornalisti a visitarlo. Ritiene infatti che l’opera di “rieducazione” compiuta sui prigionieri cominci a dare i suoi frutti. Con la legge del 14 ottobre 1933 il Ministero dell’Interno stabilisce che le persone arrestate secondo il decreto del presidente del Reich per la protezione del popolo e dello Stato, resteranno in campo di concentramento per un periodo indeterminato, fino a che le autorità di polizia lo riterranno necessario. Non è previsto alcun processo : regna l’arbitrio più assoluto. Dalla fine del 1935 diventa responsabile dei campi di concentramento la Polizia di Stato, la GESTAPO, sotto l’autorità dell’ispettore generale Theodor Eicke. Questi organizza una vera e propria rete di campi : Dachau ( motto: “a ciascuno il suo”), Oranienburg-Sachsenhausen (motto “sacrificio ed amore per la Patria”), Weimar-Buchenwald (motto “ A ragione o a torto, è la mia Patria”), Mauthausen-Gusen e Flossemburg, sono pronti tra il 1933 e il 1938; nel 1939 si aggiungono Ravensbruck e Stutthof; nel 1940 Bergen-Belse e Natzweiler-Struthof, nel 1941 Gross-Rosen e nel 1942 Dora-Nordhausen. Fin dall’inizio i prigionieri ebrei sono molto numerosi: l’emarginazione della popolazione ebraica rappresenta infatti una delle priorità della politica del regime. Dal 10 novembre 1938 (La notte dei cristalli), ha formalmente inizio in tutta la Germania, la campagna contro gli ebrei ed essi iniziano ad essere sistematicamente deportati nei vari KL (konzentrationlager), al grido di “Deutschland erwache; Jude verrecke!” ( Germania risvegliati, Ebreo crepa). Nei KL si costituiva così una gran massa di individui ben presto identificati come possibile “mano d’opera coatta” per le industrie belliche tedesche, e come tale si incominciò a sfruttarla. Impiego che divenne in seguito sistematico e tragico con l’inizio della G.M.II,  provocata dall’invasione tedesca della Polonia il 1° settembre 1939.

Nell’evoluzione dei KL si distinguono tre diversi periodi: 1°- dal gennaio 1933, presa del potere da parte del Nazionalsocialismo, al settembre 1939, inizio della G.M.II ; 2° - dall’ottobre 1939 al marzo 1942, inizio della “soluzione finale” della questione ebraica e dei lavori forzati per tutti i prigionieri civili; 3° dall’aprile 1942 al maggio 1945, liberazione dei KL da parte delle forze alleate: l’ultimo grande campo, Mauthausen, fu liberato il 5 maggio 1945. La “soluzione finale” del problema ebraico, programmata a partire dal novembre del 1941, aveva lo scopo della sistematica uccisione di ebrei al momento in cui ciascuno di essi non era più in grado, per raggiunta debilitazione fisica, di svolgere lavoro produttivo per il Reich. Per questa tragica finalità vennero istituiti durante il secondo e terzo periodo, otto campi speciali (VL-Vernichtungslager, campi di sterminio), e precisamente in ordine di apertura, Maly Trostinec (nov.1941), Jungfernof (3.12.1941), Chelmno (8.12.1941), Belzec (15.3.1942), Sobibor (7.5.1942), Treblinka T2 (1.6.1942), Majdanek (1.11.1942), Birkenau (Auschwitz II, 26.11.1942) : essi furono allestiti al solo scopo di ottenere l’eliminazione rapida e immediata di ebrei opportunemente selezionati, di talune tribù di zingari e di prigionieri di guerra russi e slavi (senza osservare le convenzioni di Ginevra non sottoscritte dall’URSS e da taluni paesi slavi).

A Dachau, appartenente ad una prima tipologia di KL, era previsto l’internamento di prigionieri colpevoli di reati minori, suscettibili quindi di recupero alla società : individui “asociali” (vagabondi, drogati, prosseneti, alcolizzati, fannulloni, disseminatori di disordini, propagatori di pubblicazioni oscene, prostitute, mendicanti, contaminatori della razza ariana ), Religiosi (Testimoni di Geova, atei, obiettori di coscienza, seguaci di sette religiose non ortodosse), criminali comuni (ladri, stupratori, assassini). Vi era una seconda categoria per reati maggiori, con graduazione della severità (omosessuali, prigionieri politici, sovietici e slavi in genere, politici nemici del Reich), identificabili con i KL di Flossenburg, Buchenwald, Neuengamme, Auschwitz I), e una terza categoria di KL per irriducibili e irrecuperabili, identificati con gli zingari e gli ebrei, definiti “individui la cui vita è indegna di essere vissuta”, e pertanto destinati all’eliminazione fisica senza scampo e senza alcuno scrupolo.

I detenuti venivano riconosciuti mediante un numero progressivo tatuato sulla faccia volare del terzo medio dell’avambraccio destro e da un triangolo isoscele di stoffa a punta in basso, di diverso colore in base al reato per il quale erano stati arrestati : prigionieri politici (triangolo rosso), delinquenti comuni (verde), per motivi religiosi (viola), omosessuali (rosa), zingari (bruno), asociali (nero), ebrei (giallo). Spesso gli ebrei erano contraddistinti con due triangoli (giallo e rosso) a formare la stella di Davide, l’aggiunta di piccole pezze sopra o attorno al triangolo significavano altre differenze. Una lettera in mezzo al triangolo indicava la nazionalità di appartenenza.